Labrador Retriever: da sempre solo cani da lavoro

È noto che il Labrador, per come lo conosciamo oggi, abbia avuto come su diretto antenato il cane di St. John, allevato dai pescatori inglesi sull’isola di Terranova a partire dal XVII secolo. Ripercorriamone insieme la storia

All’inizio del 1800 fu importato in Inghilterra a bordo di navi provenienti dalla penisola del Labrador (regione del Canada). La razza fu allevata e selezionata da alcuni nobili inglesi, fra cui il Duca di Buccleuch ed il Conte di Malmesbury, al quale si deve la nascita nel 1885, di Buccleuch Avon (dal manto nero), il primo esemplare di Labrador come oggi lo conosciamo. La storia della sua nascita è molto curiosa, ma ben documentata, dato che è avvenuta in un ambiente nobile e se ne hanno prove scritte, custodite nel Castello di Drumlanrig, in Scozia, che è la dimora dell’ultimo erede nella linea di sangue del Duca di Buccleuch, nel libro “Stud Book of the Duke of Buccleuch Labrador Retrievers”. Nel 1830, il quinto duca di Buccleuch, Walter Francis Montagu Douglas Scott, è stato uno dei primi a importare cani dall’Isola di Terranova, nei suoi possedimenti ai confini con la Scozia per essere utilizzati come cani da caccia date le loro eccellenti capacità di Recupero (Retriever appunto, recuperavano i pesci fuoriusciti dalle reti dei pescatori nelle acque dell’isola di Terranova). Un altro sostenitore di questi meravigliosi cani è stato il secondo Conte di Malmesbury, che li allevò per essere usati nel riporto delle anatre nella sua tenuta alla Corte di Heron, sulla costa meridionale, in particolare per la loro esperienza nel lavoro in palude; anche grazie allo (così definito dal Conte): “Stretto cappotto che trasforma l’acqua in olio ed a una coda come una lontra”. Nei primi anni del 1880, il sesto duca di Buccleuch e il terzo Conte di Malmesbury si incontrarono durante una battuta di caccia, qui nacque una collaborazione, ed infatti i primi due capitoli del: “Stud Book of the Duke of Buccleuch Labrador Retrievers” sono stati i regali fatti da Lord Malmesbury al sesto Duca. Quando questi cani sono stati accoppiati con le femmine che portavano il sangue da quelli originariamente importati dal quinto Duca, una forte linea di sangue è stata sviluppata a partire da Buccleuch Ned nel 1882 e Buccleuch Avon nel 1885. In realtà, il Buccleuch Kennel (linea di sangue) è quasi unico in quanto è stato finora rigorosamente mantenuto l’originale ceppo puro della razza cha ha raggiunto il “Vecchio Continente” nel 1830. Tutti i Buccleuch Labrador possono essere fatti risalire a quei cani importati dal Nord America. Un canile fra le 30 e le 40 coppie di esemplari è stato mantenuto da dei custodi incaricati della formazione dei cani, mentre il figlio minore del sesto duca, Lord George Scott(autore del libro), ha gestito il programma di allevamento. I Buccleuch Labrador non sono mai stati realmente allevati fino a quel momento con fini di selezionare gli esemplari per l’aspetto fisico, ma furono allevati esclusivamente per fini ‘di lavoro’, la linea di sangue si è comunque formata. Da questa si possono trarre le ascendenze di tanti campioni nel corso degli anni, tra cui il primo Labrador da collocare in una gara di retrievering nel 1906 (Ftch Flapper). Le principali caratteristiche del tradizionale Buccleuch Labrador sono: “un buon naso, una bocca tenera e un temperamento intelligente e coraggioso. Le loro teste sono spesso più corte del Labrador medio; hanno un doppio cappotto spesso ed hanno la coda di ‘lontra’. Il ceppo puro può dare alla luce solo cuccioli neri.” Dal 1920 il canile conteneva 150 cani. Tuttavia, il 7° Duca non era attivo nel mantenere la linea di sangue e nessun nuovo cane fu importato tra il 1890 e il 1930 a causa di una legge sulla protezione delle Pecore in Terranova e l’introduzione di restrizioni di quarantena. L’avvento della guerra nel 1938 e un’epidemia di cimurro nel 1948 hanno distrutto il canile lasciandolo sostanzialmente malandato. Qualche progresso è stato fatto quando l’allora conte di Dalkeith (che divenne il 9° duca) insieme ad un gestore dell’allevamento a tempo pieno e grazie all’uso di Vaulter come riproduttore, un cane che mostrava le vecchie caratteristiche di: “ Una grossa testa, un doppio cappotto spesso e coda corta di lontra”; si può dire che hanno ricostituito la linea di sangue di Buccleuch e che molti degli odierni Buccleuch Labrador si possono far risalire a Valuter. Quindi riassumendo, furono cani già in origine selezionati per le loro abilità nel riporto, nel nuoto e nella facile addestrabilità. Come già detto in altre dispense, un cane ben costruito è un cane che ha buone potenzialità nell’ambito del cane da lavoro; e vice versa, un cane che compie bene il suo lavoro è un cane ben costruito; per questo in principio, nonostante venissero selezionati esclusivamente per le loro doti caratteriali e le loro abilità, continuavano a riproporsi gli aspetti morfologici che oggi li caratterizzano.

Il Labrador da ieri ad oggi

L’acquaticità del Labrador Retriever Nala (Chocolate) applicata al Salvataggio Nautico

Come abbiamo detto poc’anzi, i primi Labrador furono selezionati nei primi anni del 1880; in circa 135 anni di selezione, abbiamo visto un vero e proprio evolversi della razza. Un’evoluzione intesa come scoperta delle doti che questi cani avevano, ed hanno tutt’oggi, e che li hanno portati ad essere i cani più diffusi nei paesi anglosassoni. Come si diceva prima, il Labrador nasce come cane che aiutava i pescatori del Mare del Nord a recuperare i pesci tramortiti fuoriusciti dalle reti e le reti stesse, ed è stato importato in Inghilterra con l’intento (ben riuscito) di impiegarlo come cane da caccia da riporto, abile anche nelle zone paludose. Da lì in poi, si è visto che le doti caratteriali e le abilità del Labrador, lo rendevano utilizzabile praticamente in ogni sorta di disciplina cinofila: dal soccorso terrestre, a quello nautico, alla pettherapy, agli sport cinofili (ne sono eccezione le discipline in cui sono fondamentali le fasi di morso, come: l’utilità e difesa, il mondioring ecc…) Per quanto ci riguarda nel campo del soccorso in superficie o su macerie, il Labrador sicuramente si mostra una razza valida ed apprezzabile; è facilmente addestrabile poiché possiede naturalmente alcune doti, che lo avvantaggiano nell’apprendimento di alcuni metodi di ricerca in superficie. Per quanto riguarda la ricerca di travolti da macerie, nonostante il peso ed il suo mesomorfismo si rivelino degli handicap, con un buon lavoro di propriocezione, e grazie al loro temperamento eccezionale ed ad una media tempra possono distinguersi anche in questa disciplina. La selezione di alcune più recenti linee di sangue ha dato alla nascita anche soggetti che, rispetto alla media, possiedono arti più sviluppati in lunghezza e più snelli di corporatura. Questi soggetti saranno ancora più avvantaggiati nel ben figurare nelle prove di ricerca in superficie e di macerie.

Il labrador e il “suo” Retriever

La Dottoressa Bianca Emilia Manfredi, ha condotto diversi studi sui Retriever, i così detti “cani riportatori”, poiché occupano certamente una posizione di rilievo nella disamina delle razze più diffuse tra coloro che si occupano di Soccorso Cinofilo, concentrandosi appunto sui Labrador Retriever e sulle caratteristiche essenziali per lo svolgimento del loro lavoro di riporto. Le evidenti caratteristiche del lavoro di riporto dei Retriever sono sei: Steadiness, Marking, Blind, Cerca, Riporto, Consegna.

La Steadiness è, o dovrebbe essere, la caratteristica “madre” di ogni Retriever. Con il termine si intende la capacità di aspettare immobile ed in silenzio. Nonostante sembri una fase senza utilità apparente, in realtà in passato era incredibilmente apprezzata dai cacciatori perché non venivano disturbati dal cane prima che il colpo fosse sparato, ed oggi deve essere apprezzata dall’Esperto Cinofilo, poiché sa che non è una fase inutile, anzi, in quella fase di intensa osservazione il cane rimane comunque concentrato su tutto ciò che lo circonda, e provoca così una carica emotiva aggiuntiva nel cane, che lo porta a svolgere un lavoro più perfetto e proficuo.

Il Marking è la capacità di individuare il punto di caduta dell’animale cacciato. Qui i soggetti più dotati riescono a “fotografare” il punto esatto di caduta dove portarsi al momento richiesto. Per l’istruttore cinofilo di ricerca in superficie, questa caratteristica si esprime negli stimoli a vista, in cui il figurante scappa a nascondersi. I Retriever più dotati svolteranno l’angolo esattamente dove lo fa il figurante, nonostante ricordiamo che i cani abbiano tutt’altro che una vista eccezionale, infatti sono miopi.

Il Blind (cieco in inglese) sta a significare che il cane sa lavorare anche “alla cieca”, cioè sotto Handling, come si dice in gergo, assecondando gli invii impartiti dal cacciatore nel caso in cui il cane non abbia potuto vedere bene il punto esatto di caduta della preda cacciata (svolgono invii in tutte le direzioni aiutati da fiuto e olfatto). All’esperto cinofilo non sfuggirà che l’Handling è un fondamentale del metodo di Ricerca Sistematica, ne analizzeremo meglio in seguito i motivi.

Cerca: considerato che il cane deve cercare animali a terra, abbattuti, morti o feriti, si deve rimarcare che l’azione è finalizzata al loro recupero. Perciò è indispensabile che il cane sia dotato di potente olfatto, perché spesso si troverà a dover stanare l’animale in condizioni limite o impervie, dove la potenza di fiuto/olfatto fa la differenza. Qui all’esperto cinofilo del soccorso verrà naturale il richiamo a quella “magica” parola che dà il via alla ricerca, nel tentativo di salvare una vita umana.

Riporto: nel momento in cui il cane ha trovato la preda abbattuta, la dovrà riportare al conduttore, velocemente e briosamente, senza riluttanza ne sottomissione. Questa azione viene condotta in modo estremamente naturale da questi cani, che solo nell’atto di compierla si compiacciono per il loro gesto: per loro è più un premio che un lavoro. All’esperto cinofilo del soccorso anche qui sarà facile ricondursi ad un atto fondamentale per la ricerca in superficie col metodo Bringsel.

Consegna: Giunto dal conduttore, consegnerà spontaneamente la sua “preda”, e vorrà essere lodato. Anche qui all’esperto cinofilo del soccorso viene naturale il collegamento con il metodo Bringsel.

L’acquaticità del Labrador Retriever Nala (Chocolate) applicata al Salvataggio Nautico

Sfruttare le doti naturali del Labrador in ricerca

Come abbiamo visto pocanzi nel naturale schema del riporto dei Labrador, ci sono evidenti richiami a delle fasi di due metodi di Ricerca in Superficie, in particolare: il Bringsel e la Sistematica. Ricordiamo che il Bringsel è un metodo nato durante le Guerre Mondiali, per permettere di soccorrere in sicurezza gli alleati feriti, che veniva praticato dai cosiddetti “Cani Sanitari”. Di questo metodo abbiamo visto un adattamento alle condizioni di vita odierne: infatti i cani non strappano più un lembo di vestito dalla persona da soccorrere, ma abboccano al Bringsel riconsegnando quello al conduttore; inoltre i cani da ricerca, rispetto ai cani sanitari, segnalano i dispersi in qualsiasi posizione si trovino, e non solo quelli sdraiati. Avendo fatto questo breve rinfresco di idee sul metodo, ricordiamo che la fase di segnalazione da parte dell’ausiliario al suo conduttore, consiste in una sorta di riporto naturale; infatti possiamo dire che i Retriever, ed in particolare i Labrador, saranno avvantaggiati nell’addestramento a questo metodo, poiché si potrà addestrare più facilmente il cane in tutte le fasi del riporto, senza teoricamente incontrare troppi problemi. Una delle poche pecche a questo metodo sono le così dette “false segnalazioni”, ovvero quando il cane prende deliberatamente in bocca il Bringsel senza aver individuato il disperso. Anche questo è un errore in cui i Labrador in particolare potrebbero incorrere; generalmente possono essere molteplici le motivazioni per cui avviene da parte del cane una falsa segnalazione; per un Labrador in particolare, potrebbero essere: l’eccessiva carica emotiva del cane che lo porta ad auto premiarsi prendendo e “masticando” quasi nervosamente il Bringsel, anche come atteggiamento per disperdere la carica emotiva in eccesso; oppure per compiacersi data la grande gioia che gli trasmette fare i riporti di oggetti in generale al proprio conduttore. Però questi ostacoli che si possono superare con l’addestramento, e sicuramente non sbilanciano lo svantaggio che si ha nell’addestrare un Labrador Retriever a questo metodo. L’altro metodo a cui abbiamo accennato prima è la Ricerca Sistematica. Ricordando che questo è un metodo di ricerca scrupoloso e preciso, ideato per batterie di almeno tre Unità Cinofile, è però utilizzabile, seguendo un piccolo accorgimento, anche da una sola Unità Cinofila. Si tratta di dividere il territorio di ricerca in piccoli settori rettangolari, in cui gli ausiliari verranno inviati alla destra ed alla sinistra del conduttore che percorrerà una linea mediana del suddetto settore; se ci sono diverse unità cinofile, allora percorreranno ognuna la sua zona a sette-dieci minuti di distanza dall’unità cinofila del settore confinante che li ha preceduti in partenza; se invece opera una sola Unità Cinofila, allora sta al conduttore suddividersi o meno il territorio della ricerca, a seconda delle capacità del suo ausiliario, e tenendo presente che dovrà fare meno strada sulla mezzeria del settore fra un invio e l’altro, poiché non ha unità cinofile confinanti in grado di coprire i suoi “angoli ciechi”. Detto questo, il motivo per cui un Labrador Retriever si dimostra naturalmente predisposto a questo metodo, dovrebbe essere evidente. Come dicevamo pocanzi nello schema motorio naturale del riporto dei Retriever, c’è la possibilità che il cane sia costretto a lavorare in “Blind”, ovvero sotto Handling del conduttore, che lo può inviare a sua discrezione in tutte le direzioni, fino al ritrovamento della cacciagione. Dopo la fase di Handling, nel metodo di Ricerca Sistematica, il cane è libero di segnalare nel modo che gli risulta più naturale, ovvero potrebbe sia abbaiare, che eseguire un riporto di segnalazione col Bringsel, questo rende ancora più facile l’addestramento del Labrador anche a questo metodo di ricerca.

I Labrador di Oggi

L’acquaticità del Labrador Retriever Nala (Chocolate) applicata al Salvataggio Nautico

I Labrador Retriever ad oggi sono considerati praticamente dei cani da famiglia, sempre disponibili al gioco, quindi amanti della compagnia dei bambini. Ma l’esperto cinofilo può accontentarsi a pieno di questa definizione di Labrador? Assolutamente no, anzi deve essere pronto ad aggiungere ben altro per quanto riguarda questi cani. Nonostante non si possa negare che siano cani che si sanno adattare benissimo alle condizioni di vita che gli si offrono, non si può prevaricare il fatto che questi abbiano subito una pressione selettiva come cani di lavoro, con ottimi risultati, e proprio per questo vanno assolutamente tutelati, ad oggi sono tante le persone che scambiano i Labrador Retriever per dei peluches che respirano e si stupiscono del fatto che questi cani facciano fatica a stancarsi, che abbiano sempre voglia di muoversi, ed in qualche modo di giocare. Qui sorgono gravi incomprensioni fra il cane ed il proprietario, minando la serenità della normale convivenza uomo-cane. Nel quotidiano l’esperto cinofilo saprà cogliere quegli atteggiamenti tipici della razza, che sembrano quasi supplicare di essere messi al lavoro; non importa come, gli basta fare una qualsiasi attività per trarne giovamento. Troppi sono i Labrador che ad oggi vengono “costretti” ad una vita di cane da compagnia e dai quali ci si aspetta che siano soddisfatti con passeggiate che stancherebbero a malapena un chihuahua. Tocca all’esperto cinofilo valorizzare e rendere note le peculiari doti che scorrono nel sangue di questi cani e non stupirsi davanti all’instancabile e vigorosa energia che hanno. C’è bisogno di più consapevolezza riguardo a questa razza (come per il mondo cinofilo in generale); tanto è vero che in Italia il Labrador è considerato sicuramente più valido come cane da compagnia che come cane da lavoro. Con questa ricerca sulle sue origini e sulle sue doti, dovrebbe essere semplice smentire queste credenze; il Labrador nasce come cane da lavoro, quindi necessita per sua natura di lavorare.