Come motivare il nostro cane da soccorso

Risalendo alle origini motivazionali della ricerca della preda animale, potremo sfruttare l’istinto predatorio del cane, oggi divenuto essenzialmente esplorazione e curiosità, per attivarlo a compiere un’efficace ricerca della persona da soccorrere

Se riusciamo poi a trasmettere al nostro ausiliario un’alta motivazione a collaborare, potremo contare su un apprendimento rapido e durevole. Alcuni cani possiedono un innato impulso a collaborare con l’uomo, che si manifesta con il piacere di attivarsi; altri, più dotati, hanno una prontezza di intuito ottenuta non mediante un metodo di insegnamento vero e proprio, ma quasi per conoscenza immediata, diretta a risolvere i problemi pratici; altri ancora hanno bisogno di essere resi adatti e abili a compiere l’esercizio di ricerca con l’ammaestramento vero e proprio e l’allenamento ripetuto. In ogni caso, anche il cane che dimostra di ricevere già una piena soddisfazione a svolgere questa attività in cooperazione con l’uomo, deve essere gratificato. E qui però bisogna intendersi bene sulla ricompensa, o premio, da dare al cane. Bisogna stare attenti al premio eccessivamente bramato dal cane, il cui ottenimento gli procura grande frenesia: un cane dall’atteggiamento iperteso, esageratamente reattivo, proteso solo a ottenere il più velocemente possibile il premio, potrà facilmente compiere degli errori e non arrivare mai a instaurare un durevole processo di memorizzazione. Chiunque intenda con serietà porsi didatticamente in relazione al cane, dovrà saper motivare l’ausiliario in maniera estremamente corretta. Per fare ciò occorre impiegare e porre a frutto i cosiddetti Rinforzi, Primario e Secondario.

I Rinforzi

L’acquaticità del Labrador Retriever Nala (Chocolate) applicata al Salvataggio Nautico

Il Rinforzo Primario è quell’insieme di cose che piacciono molto al cane, come: un bocconcino, un gioco, una coccola, un’amichevole pacca, e così via. Qualcosa che il cane vuole ricevere per aver ben risposto a una nostra richiesta. Oltre al Rinforzo Primario esiste il Rinforzo Secondario, che deve essere strettamente associato al primo, in modo tanto forte e indispensabile, da poter persino sostituire il Rinforzo Primario. Quindi, se per caso usiamo come rinforzo primario un bocconcino molto gradito, e a questo associamo ogni volta, ad esempio, un complimento (cioè un rinforzo secondario) a lungo andare al nostro ausiliario basterà anche solo il complimento per essere gratificato e motivato.

L’acquaticità del Labrador Retriever Nala (Chocolate) applicata al Salvataggio Nautico

Come scegliere il rinforzo

Si sceglie il tipo di rinforzo in base alla razza e alle caratteristiche individuali del soggetto. Si possono anche rinforzare le azioni che il cane compie spontaneamente. Ad esempio, quando assume da solo il “seduto”, gli diremo in contemporanea “seduto”; così come potremo invece, tramite il guinzaglio, compiere una piccola trazione verso il posteriore finché assumerà la posizione di seduto. Sia nel primo che nel secondo caso, avremo raggiunto lo scopo specifico di risolvere l’apprendimento con un rinforzo, nel primo caso un rinforzo positivo (dando al cane una cosa gradita) e, nel secondo, un rinforzo negativo (rimuovendo il fastidio della pressione sul collo). Pertanto, intendiamo per rinforzo positivo qualcosa che viene “aggiunta” (il bocconcino) e per rinforzo negativo una cosa che viene “tolta” (la pressione sul collo).

L’acquaticità del Labrador Retriever Nala (Chocolate) applicata al Salvataggio Nautico

La differenza tra premio e rinforzo

Il premio è ciò che noi vogliamo dare al cane; il rinforzo è ciò che il cane vuole ottenere. Bisogna sempre riuscire a comprendere la situazione in cui è bene usare il rinforzo. Infatti, più si ha cura di scegliere il rinforzo in base alla situazione in cui ci si trova, più sarà facile per il cane associare le due cose (rinforzo e situazione). Quando saremo certi di avere scoperto ciò che più piace al cane, useremo questo rinforzo ripetutamente, nel momento preciso in cui il cane farà proprio ciò che noi desideriamo.

La frequenza del rinforzo e il castigo

L’acquaticità del Labrador Retriever Nala (Chocolate) applicata al Salvataggio Nautico

Se invece vogliamo eliminare un comportamento, dobbiamo fare in modo di diminuire la frequenza di un’azione del cane tramite un castigo (l’opposto del premio). Così come per il rinforzo, il castigo può essere positivo o negativo. Prendiamo in considerazione un esempio molto comune: il cane all’offerta del cibopappa è colto dalla frenesia del pasto e gli salta intorno eccitato. Possiamo correggere questo fastidioso comportamento con una pestatina sulle zampe, oppure girandogli le spalle e lasciandolo senza pappa. Useremo quindi un castigo al fine di diminuire la frequenza di un’azione che non è desiderata. Anche qui, come per il rinforzo, abbiamo usato un castigo positivo aggiungendo qualcosa (la pestatina alle zampe) e un castigo negativo sottraendo qualcosa di molto desiderato (la possibilità di mangiare). Bisogna stare attenti però a non usare il castigo con determinati cani, che lo possono subire come una repressione o una minaccia. Come reazione al castigo, infatti, c’è il rischio che alcuni soggetti possano assumere un atteggiamento passivo-conflittuale, che potrebbe portarli a non collaborare più.

L’acquaticità del Labrador Retriever Nala (Chocolate) applicata al Salvataggio Nautico

Ben diverso il metodo del rinforzo che concepisce l’ammaestramento sulla base della motivazione. Il rapporto che si crea porterà il cane a relazionarsi con il proprio conduttore-istruttore, partecipando attivamente e disponendosi a dare il meglio. Naturalmente bisogna mettere sempre il cane nella condizione di comprendere al meglio le nostre richieste stimolandolo correttamente e, quando avrà risposto in modo altrettanto corretto, premiarlo immediatamente. La tempestività è importantissima per rinforzare le sue risposte e fissare un comportamento desiderato. Bisogna stare attenti anche a dosare il rinforzo. Se abbiamo chiesto al cane di eseguire un compito complesso, non siamo obbligati a premiarlo in proporzione, dato che il cane essendo più eccitato a dare una risposta reagirà da solo in maniera maggiore rispetto allo stimolo. Occorre poi considerare la giusta frequenza del rinforzo che, se applicata eccessivamente su una medesima risposta del cane, questa potrebbe gradualmente divenire effimera, per la perdita di valore del premio. Va quindi preso in considerazione il rapporto gerarchico (di branco): dopo che ci si è posti come capobranco, al cane risulterà inspiegabile che il suo capo lo premi continuamente per l’assolvimento delle sue richieste.